Intervista
al dott. Ausilio ad integrazione dell’intervento del febbraio 2003
"Gli stati di coscienza nella
pratica sportiva della capoeira"
Dopo l’intervento al convegno di Psicologia dello Sport nel 2003, ho
iniziato una ricerca
sperimentale esplorativa su alcuni aspetti della capoeira. La ricerca,
tuttora in corso si intitola
"Percezione corporea, musica, emozioni e movimento nella pratica
sportiva della capoeira"
Il disegno sperimentale della ricerca è volto a indagare le macroaree
di "movimento, emozioni e
propriocezione" nella pratica sportiva della capoeira. Nello
specifico la ricerca mira a evidenziare le
correlazioni tra percezione del proprio corpo, in particolare dei
distretti corporei, e le emozioni
provate durante l’esecuzione dei movimenti.
Obiettivo generale della ricerca è quello di indagare come differisce
la percezione corporea e delle
proprie emozioni tra capoeiristi principianti ed esperti nell’espressione
corporea del movimento.
L’ipotesi sottesa è che i capoeiristi esperti abbiano una maggiore
consapevolezza corporea ed una
migliore consapevolezza delle proprie emozioni.
Sono anche interessato a verificare come varia la percezione del
proprio corpo durante l’esecuzione
di alcuni caratteristici movimenti. Inoltre si mira a mettere in
relazione tali risultati con l’anzianità
di pratica di capoeira, con la capacità o meno di rilassarsi e con le
eventuali influenze esercitate
dall’ascolto della musica durante l’esecuzione del movimento.
I soggetti che partecipano alla ricerca eseguono una serie di movimenti
base della capoeira, e al
termine di ogni esercizio compilano una scheda autovalutativa. L’esperienza
dura in tutto circa
un’ora e mezza. Le persone che hanno già partecipato sostengono di
avere tratto beneficio dalla
particolare focalizzazione sui distretti corporei e sulle emozioni. In
effetti questo tipo di esperienza
accresce la consapevolezza del proprio corpo e delle emozioni durante l’esecuzione
del movimento.
Questo training psicocorporeo, che integra aspetti fisici ed emotivi
dello sport, ha il grande pregio
di accrescere la consapevolezza individuale, promuovendo un modo sano e
piacevole di praticare
questa disciplina e prevenire molti infortuni che si verificano per uno
scarso "ascolto" di se stessi.
Anche nella pratica della capoeira, come in tutti gli altri sport, è
molto importante rispettare i propri
limiti e prefiggersi obiettivi realistici, che tengano conto dell’età,
della forma fisica e del tipo di
impegno che si vuole accordare allo sport.
E’ molto frequente riscontrare nella nostra cultura un approccio al
corpo e al movimento
esclusivamente orientati ad un risultato, dimenticando che innanzitutto
lo sport è un gioco,
un’attività piacevole e un percorso di crescita umana con gli altri.
La capoeira, che fino a qualche
anno fa era pressoché sconosciuta al grande pubblico e che oggi è
anche una moda passeggera,
rischia di essere snaturata nella sua essenza, che è la ricerca della
libertà, per divenire un altro
business. La pratica sportiva in sé non è né buona né cattiva:
tutto dipende da come ci si accosta alla
capoeira, cioè da quali sono le motivazioni, la propria storia di
vita, la conoscenza della cultura
sottesa, e da come la si pratica, se si rispettano i propri tempi e
limiti oppure ci si sforza per
primeggiare a tutti i costi sugli altri.
Solo un istruttore qualificato e sensibile, meglio se affiancato da uno
psicologo dello sport, può
riuscire a mescolare sapientemente tutti gli ingredienti che fanno
della curiosità e dell’entusiasmo
del novizio un grande complesso tesoro che si chiama capoeira.
"E'
possibile il recupero psicofisico e una crescita generale tramite la
capoeira?"
Quest’ arte bellissima che fonde la grazia e la delicatezza della
danza con l’ astuzia e la forza
dell’ arte marziale, costituisce una grande opportunità di crescita
globale dell’ individuo.
Da un punto di vista corporeo sviluppa in maniera armoniosa tutti i
distretti muscolari, conferisce
grande agilità, resistenza e potenza.
Ma i suoi benefici non sono solo fisici. La capoeira migliora l’
equilibrio e il radicamento a terra,
conferisce alle persone flessibilità anche mentale, capacità di
controllo fluido e non rigido dello
spazio intorno, consapevolezza di tutto il corpo, anche della parte
posteriore. E insegna veramente
molto da un punto di vista relazionale: il confronto con gli altri, la
dimensione del gruppo, il senso
di appartenenza, la gestione delle proprie emozioni nella relazione,
sono fattori in grado di
innescare talvolta profondi processi di cambiamento.
Sono stati avviati negli ultimi anni in Italia dei progetti di
integrazione sociale che utilizzano anche
la pratica della capoeira. In particolare a Roma (gruppo Carcarà) si
sta svolgendo un bellissimo
lavoro che mira, attraverso l’ insegnamento e la pratica
capoeiristica, all’ inserimento sociale di
giovani rom. Questi ragazzi, che abitualmente trovano nelle relazioni
interpersonali grandi muri
fatti di stereotipi, si stupiscono sempre come nel gruppo vengano
trattati come persone e non come
" zingari" . Per loro il gruppo è una grande famiglia che
supporta, contiene e promuove la crescita
sotto molti aspetti.
La capoeira aiuta tutti coloro che la praticano a divenire consapevoli,
accettare e canalizzare in
maniera costruttiva la propria aggressività. In questo senso è
particolarmente indicata ai bambini
che nella roda imparano il rispetto per l’ altro, gestendo le proprie
emozioni in maniera funzionale
senza farsi sommergere dalla rabbia o dalla paura.
"Può
la capoeira decontrarre le tensioni che bloccano il libero fluire delle
emozioni e riattivare la
piena funzione delle energie?
Certamente la pratica consapevole e sapientemente guidata della
capoeira è in grado di allentare le
tensioni che bloccano il libero fluire delle emozioni e riattivare la
piena funzione delle energie. Non
solo, ma l’ utilizzo congiunto del canto e dell’ espressione
musicale attraverso gli strumenti, che sono
parte integrante della capoeira, fanno della roda un contesto davvero
magico, in grado di sprigionare
un mare di energia vitale che a volte può diventare travolgente. Tutti
riconoscono che solo dentro la
roda un capoeirista può dare il massimo, proprio per il supporto
sociale ed energetico conferito dal
gruppo e dal rito. Bisogna però ancora una volta sottolineare come una
pratica scorretta o troppo
spinta può certamente provocare tensioni, frustrazioni, blocchi
emotivi, se non addirittura frequenti
infortuni.
"La
capoeira può liberare la mente da problemi, ansie ed emozioni
disfunzionali?"
Durante la roda si impara assolutamente ad essere concentrati sul gioco
e non c’ è spazio per
pensieri distraenti. Il tipo di attenzione che si sviluppa è davvero
singolare, in quanto si ha una
visione complessiva e fluttuante di ciò che avviene, un monitoraggio
continuo del proprio corpo
nello spazio e un intento proattivo finalizzato al gioco, il tutto
condito da forti emozioni…
Certamente la postura e i movimenti della capoeira conferiscono
maggiore consapevolezza degli
arti inferiori e dei piedi, riportando in termini bioenergetici l’
energia in basso nel corpo, favorendo
il radicamento a terra ed evitando l’ intellettualizzazione e l’
eccessivo mentalismo di cui spesso
soffriamo. Mi sembra inoltre utile sottolineare come la pratica di
quest’ arte marziale conferisca
maggiore sicurezza in se stessi, nella propria capacità di difendersi
da eventuali aggressori, di
gestire situazioni ambigue o difficili, accrescendo così anche l’
autostima degli individui e
dissipando ansie e timori di essere fragili e troppo vulnerabili.
"Può
essere uno strumento per curare disagi psicosomatici e del
movimento?"
Come del resto tutti gli sport, anche la capoeira può avere finalità
curative e riabilitative, se
praticata sotto la guida di uno psicologo dello sport. Nelle situazioni
in cui è necessario attivare il
soggetto (mancanza di energia, depressione, anedonia, ecc.) la capoeira
favorisce una maggiore
capacità respiratoria e quindi aumenta la possibilità di provare
delle emozioni, uscendo da un grigio
torpore.
Anche nelle situazioni di blocco dell’ espressione emotiva può
integrare un lavoro sullo
scioglimento delle tensioni muscolari e sulla ricerca di nuovi canali
comunicativi. Infine anche nei
soggetti iperattivi può essere indicata come ottima modalità di
scarica delle energie in
sovrabbondanza. In generale diciamo che la capoeira, come ogni altra
tecnica o sport, non è curativa
di per sé, ma se sapientemente integrata in un lavoro
psicoterapeutico, può dare ottimi risultati.
"E'
anche concentrazione e coordinamento motorio?"
Assolutamente sì. La capoeira favorisce un grande coordinamento
motorio, aiutandoci a scoprire
parti del corpo che avevamo dimenticato di possedere. Inoltre sviluppa
un tipo di concentrazione
peculiare perché fluttuante e multidimensionale (coscienza dello
spazio, del corpo, del movimento,
del ritmo, dell’ avversario).
Qual
è la reazione emotiva per esempio di fronte ad una rasteira?
Le reazioni emotive nella roda sono infinite. Di fronte ad una rasteira
si può reagire in molti modi
diversi, che sono influenzati da molteplici fattori. Se sono una
persona di solito facilmente
irascibile, che tendo al confronto e a voler primeggiare, probabilmente
sarò dapprima sorpreso da
una rasteira lanciata da un neo capoeirista, poi potrò reagire con
rabbia e dimostrargli chi è il più
forte gettandolo a terra. Oppure sarò spaventato, dandomi subito dopo
coraggio e provando altre
mosse, o ancora sarò divertito da questo colpo tanto da fare un
floreio che allo stesso tempo
dimostra la mia abilità tecnica. Insomma le reazioni emotive sono
davvero tutte possibili! Bisogna
tener conto che la roda è un contesto aperto, soggetto a continue
rinegoziazione di senso: un gioco
può essere innocuo e amichevole, ma può trasformarsi anche in una
prova di forza violenta in
seguito ad una scorrettezza da parte di uno dei giocatori.
E' possibile l'utilizzo della capoeira con i bambini?
I bambini di solito sono molto attratti dalla capoeira. La musica
ipnotica, i canti, le acrobazie, i
movimenti, la lotta, sono forti stimoli sensoriali, emotivi e cognitivi
in grado di catturare anima e
corpo anche dei piccoli. Inoltre i bambini sono estremamente flessibili
e possiedono buone dosi di
coraggio che li rendono particolarmente portati alla pratica della
capoeira. Mi sono commosso
molto nel vedere in un batizado a Roma bambini molto piccoli giocare
con mestres mastodontici.
Mi ha colpito la delicatezza dei mestres con i bambini più timorosi,
che via via acquisivano
coraggio e si lanciavano in acrobazie e qualche calcio nel sedere ai
colossi divertiti.
Gli effetti della pratica della capoeira con i bambini sono, oltre a
quelli già elencati, un grande
supporto psicomotorio alla crescita che interessa anche le competenze
relazionali, di empatia e
socializzazione. Inoltre il corpo possiede una sua memoria specifica:
imparare dei movimenti nuovi
crea inedite connessioni neuromuscolari e sviluppa abilità che possono
essere facilmente recuperate
anche a distanza di molti anni. Il bambino o la bambina che si
divertono giocando capoeira saranno
certamente persone più libere e felici. Del resto solo giocando si
impara!
Dott.
Ausilio Roberto,
Psicologo
dello Sport, Orvieto
cell.
328/4645207