La virtualizzazione del corpo   
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LA VIRTUALIZZAZIONE DEL CORPO 


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Se ci fermiamo a riflettere sui cambiamenti sociali degli ultimi decenni ci accorgiamo

che forse mai come in questa epoca storica assistiamo a una progressiva

virtualizzazione della nostra vita e ad una perdita di contatto con il nostro corpo.

Nell’economia post-moderna si vanno affermando nuovi lavori, stili di vita e mezzi di

comunicazione sempre più sganciati dall’esperienza immediata sensoriale e dalla

diretta conoscenza del mondo che poteva esserci in un’economia agricola o anche

durante la prima epoca industriale.

L’essere umano è un miracolo di armonia e integrazione dinamica di aspetti opposti,

si pensi ai poli yin e yang delle filosofie orientali, al loro continuo divenire alla

ricerca di equilibrio e sintesi.

Lo psicoanalista cileno Matte Blanco, parla di due modi fondamentali e opposti di

essere della Mente: l’essere simmetrico e l’essere asimmetrico. L’essere asimmetrico

della Mente è un modo di funzionare che tende a dividere e distinguere gli oggetti e si

muove nel tempo lineare, distingue un prima e un dopo, separa e analizza. In sostanza

l’essere asimmetrico rappresenta la possibilità di essere coscienti e razionali,

comunicare attraverso il linguaggio delle parole, progettare e verificare le azioni.

L’essere simmetrico della Mente funziona in assenza di tempo e spazio, in esso tutte

le cose sono uguali, prevale la sensazione e non c’è pensiero logico e analitico, bensì

funzionamento olistico e sintetico. E’ il mondo dell’inconscio, del sogno e del corpo,

inteso come mezzo diretto e istintivo di esperienza non mediata da cultura e parola.

E’ evidente dunque che Matte Blanco usa la parola Mente per designare qualcosa di

molto più ampio rispetto alla sola razionalità, comprendendo anche il mistero

dell’inconscio e del corpo. I due modi di essere della Mente possono in definitiva

essere considerati dei mondi distinti, con regole differenti, che è molto difficile far

comunicare tra loro. In effetti possono rappresentare le polarità che di solito riteniamo

contrapposte, come istinto e ragione, corpo e mente, natura e cultura, o a limite yin e

yang.

Alla famosa divisione cartesiana tra res cogitans e res extensa, cioè tra mondo della

ragione e mondo degli oggetti, si attribuisce di solito il progressivo allontanamento

tra uomo e natura.

La scienza occidentale ha in effetti privilegiato l’essere asimmetrico della mente,

circoscrivendo oggetti di indagine e metodologie in grado di analizzare, misurare e

trovare differenze. In questo percorso, per lungo tempo la scienza ha dimenticato

l’altra polarità dell’essere simmetrico, l’altra faccia della medaglia dell’esistenza, il

corpo, il mistero e l’inconscio, la parte intuitiva e spirituale dell’uomo.

Lo sviluppo della scienza è stato eccezionale e ancor oggi ci troviamo in un’epoca di

cambiamenti tecnologici velocissimi che hanno portato ad un totale stravolgimento

delle nostre vite negli ultimi decenni. In particolare la rivoluzione informatica ha

cambiato completamente il nostro modo di pensare, di vivere e di comunicare. La

diffusione di computer, telefoni cellulari e centinaia di recenti invenzioni

tecnologiche in tutti i campi, sembrano spostare la nostra energia come esseri umani

progressivamente verso l’alto, verso la mente razionale, analitica e cosciente, in altre

parole verso l’essere asimmetrico: una virtualizzazione dell’esistenza e del nostro

corpo.

In Bioenergetica questo spostamento di energia verso l’alto può corrispondere ad una

perdita di contatto con la realtà, perdita del senso del qui ed ora, e ancora come

perdita di radicamento a terra e di equilibrio. In effetti in quest’ epoca storica si sono

molto diffusi disagi e psicopatologie legate alla virtualizzazione dell’ esistenza e allo

spostamento di energia verso l’ alto, si pensi agli stati di ansia, ai disturbi di panico,

alla paranoia e alla scissione schizoide e ad alcune forme di schizofrenia.

A livello sensoriale, ad esempio, si è data sempre più importanza alla vista, agli occhi

che sono in grado di controllare e distinguere, mentre il tatto e la conoscenza

cinestesica attraverso il movimento hanno perso la loro importanza. Il rapporto con il

nostro corpo è sempre più mediato da idee, immagini e modelli proposti dai mass

media, da concetti medici astratti e misurazioni di ogni genere. Si pensi all’ ossessione

per la linea, alla misurazione delle calorie degli alimenti e allo sforzo di aderire a

standard impossibili anche a costo di grandi sacrifici. In altre parole si privilegia

l’ aspetto cognitivo, mentale, normativo (come dovrebbe essere), rispetto al reale

contatto con se stessi, rispetto al sentire il corpo e rispettare i propri tempi e la propria

soggettività.

Anche la pratica sportiva è spesso svolta con il fine di raggiungere un risultato

misurabile (prestazione, perdita di peso, massa muscolare), più che per il piacere di

stare bene, di provare benessere in senso intimo e soggettivo.

In realtà, come il taoismo ci insegna, non si può alimentare un polo dell’ esistenza

senza necessariamente alimentare anche l’ altro, non si può saturare la parte yang

senza che lo yin tragga da questo energia per affermarsi, in un gioco dinamico

incessante e stupendo. Ecco dunque nella nostra epoca storica sorgere e affermarsi

nuovi stili di vita, nuove (o forse antiche) sensibilità e attenzioni che vanno nella

direzione di un recupero delle parti meno razionali, visibili e misurabili di noi stessi.

Assistiamo alla riscoperta del bello e della natura, alla ricerca di felicità, di socialità e

degli aspetti più semplici e spontanei dell’ esistenza. Le medicine naturali, l’ apertura a

forme dirette di conoscenza, l’ interesse per il mistero della Vita, la voglia di

conoscersi e mettersi in gioco, la sensibilità sistemica e spirituale, sono solo alcuni

degli elementi che ci fanno intravedere una spinta al cambiamento e all’ integrazione

degli opposti.

Personalmente, come Psicologo della Salute e dello Sport, sono fiducioso in un salto

quantico di consapevolezza, e credo che stiamo già assistendo, anche se a volte in

maniera timida e confusa, ad un percorso umano di crescita e integrazione degli

opposti, fino all’ affermarsi di una Vita veramente completa e gioiosa, che glorifica se

stessa.

 

dott. Roberto Ausilio,

Psicologo - Orvieto Umbria

www.ausilio.org

roberto@ausilio.org

 

 

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